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Io sono un ragazzo a cui piace lo sport, infatti in questo blog scrivo articoli su di esso, poi ho anche dei bei video sui Cesaroni. Visitatemi!!!!!!!!!!!!!!

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venerdì, 03 agosto 2007

Ufficiale: Pato è del Milan

Il Milan annuncia l'acquisto


E' stata la notte di Alexandre Pato, perché i dirigenti dell'Internacional di Porto Alegre nell'incontro con la delegazione rossonera hanno concluso la trattativa per il trasferimento del giocatore. Il club brasiliano ha messo a punto l'intesa con il direttore generale del Milan Ariedo Braida e i due avvocati della società rossonera. La proposta scritta: un pre-contratto vincolante subito e poi il definitivo accordo a gennaio con il trasferimento dell'attaccante che, nel frattempo, sarà diventato maggiorenne.
Il presidente Vitorio Piffero ha accettato la clausola, presente nel contratto attuale, di 20 milioni di dollari, pari a 14,7 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i 7,5 milioni che andrebbero nelle tasche di Pato e del suo procuratore. "Nel contratto c'è una clausola rescissoria e se qualcuno la paga noi non possiamo trattenere il giocatore. L'attaccante è minorenne perciò fino ai 18 anni non può essere trasferito".
L'Internacional di Porto Alegre l'altra notte ha perso in casa 2-0 contro il Vasco Da Gama, per il giovane attaccante una prestazione sottotono con due occasioni fallite. Braida presente in tribuna insieme al procuratore del giocatore, Gilmar Veloz, non ha comunque cambiato le sue intenzioni. Dopo l'accordo tra i due club la trattativa si è spostata in famiglia. Il Milan ha parlato con il padre del giocatore, Geraldo Rodrigues. Contratto di cinque anni con uno stipendio complessivo di 10 milioni di euro.
Pato ha parlato poco dopo la partita. "E' stato Ronaldo -ha detto- a convincermi della scelta milanista, la scelta che preferisco. Perché è un grandissimo club, perché lui si trova benissimo e perché ci sono tanti miei connazionali che mi aiuteranno a crescere". La priorità rossonera è diventata l'ingaggio del giovane talento che arriverà a Milano nelle prossime ore assieme a Braida. L'attaccante si allenerà subito con la squadra e potrà disputare le amichevoli a  partire dal 3 settembre. Per le partite ufficiali appuntamento a gennaio 2008.

postato da: kola92 alle ore 11:46 | link | commenti (2)
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giovedì, 02 agosto 2007

Suazo-Ibra: che spettacolo!

L'Inter strega l'Old Trafford


Cristiano Ronaldo contro Dacourt.


MANCHESTER (Inghilterra), 1 agosto 2007 - Mancini lo aveva detto. E così è stato: il Trofeo Pirelli ha fatto vedere un'Inter già "vera" all'Old Trafford, e a dire il vero anche bellissima, che ha superato 3-2 un avversario di grande spessore come il Manchester United (che manca di qualche titolare, come l'Inter del resto, che ancora aspetta i reduci della coppa America). La squadra di Ferguson aprirà la sua stagione domenica, giocandosi la Community Shield contro il Chelsea, primo trofeo messo in palio dalla stagione inglese. Per proseguire poi il 12 agosto nell'esordio in Premiership contro il Reading. Ma anche contro un avversario già pronto ad affrontare gli imminenti impegni l'Inter si è mostrata più che in palla, brillante nella condizione e ben rodata negli schemi.
PRIMO TEMPO - Con Julio Cesar in porta, Maxwell ha giocato a destra, Samuel e Materazzi in centro e Chivu a sinistra; a centrocampo Dacourt ha coperto, Solari e Stankovic hanno spinto, con Figo proiettato in avanti a supportare Ibrahimovic e Suazo. Un'orchestra che dimostra di dominare lo spartito: fin dall'inizio è l'Inter a fare la gara, dimostrando personalità e grande spirito di iniziativa. La prima conclusione è di Cristiano Ronaldo, ma il suo destro dal limite va fuori. Poi è Chivu, schierato a sinistra, che chiarisce ad Eagles che ha tutta l'intenzione di non far pentire Moratti dell'ingente investimento fatto. All'8' Vidic ferma in extremis un vivace Suazo, e poco dopo è Van der Sar a gettarsi sui suoi piedi al momento del tiro. Al 17' arriva il gol, e sorprendentemente porta una firma inglese: Evra taglia il campo con un rasoterra, Chivu è in ritardo, Rooney, tutto solo, non sbaglia, sull'inutile tentativo di recupero di Samuel. Ma l'Inter non accusa e procede sullo spartito: al 21' cross di Figo, Ibra riesce a toccare, Vidic ed Evra pasticciano, Suazo sigla l'1-1 da due passi. Dopo un timido tentativo di Rooney al 24', al 27' Ibrahimovic realizza il 2-1 su assit di Solari, dopo che Stankovic aveva strappato fallosamente il pallone a Evra. Il Manchester non riesce più a tenere il pressing alto, l'Inter è straripante. Al 34' Suazo firma la sua doppietta: assist di Figo e destro fulminante, è il 3-1 per i nerazzurri. Un ultimo brivido firmato Rooney e finisce il primo tempo.
SECONDO TEMPO - Dopo i tre gol in 13 minuti, rientra in campo un'Inter vogliosa di riprendere da dove si era interrotta. Con due novità: fuori Materazzi, dentro Cesar, con Chivu spostato al centro. In avanti non c'è più Ibrahimovic, uno dei più in palla, e al suo posto gioca Adriano. I nerazzurri ricominciano col piglio giusto, ma al 12' un "incidente" porta il risultato sul 3-2: punizione di Cristiano Ronaldo, Adriano schiaccia di testa ma trova l'angolino basso alla destra di Julio Cesar. Poi Mancini cambia ancora: fuori anche Figo e Suazo, dentro Jumenez e Cruz. E dell'Inter da favola del primo tempo resta poco più che il ricordo. Affiora un po' di stanchezza, la velocità cala, non c'è più la fluidità vista nei primi 45'. Ora è un'Inter più ruvida, ma comunque efficace. Come quando al 17' Eagles viene "murato" in area al momento del tiro, o un minuto dopo Julio Cesar respinge un sinsitro velenosissimo di Cristiano Ronaldo. L'Inter fatica a trovare varchi in avanti, ma dimostra nel contempo una buona aggressività difensiva. Entrano in campo anche l'esordiente Desenclos (un francese classe '89 acquistato in comproprietà con la Triestina), Toldo, Filkor e Bolzoni. Adriano (in evidente ritardo) ha una palla per farsi perdonare l'autorete ma viene anticipato, il portiere si fa notare per una gran parata sul solito Ronaldo. Poi Rio Ferdinand si mangia un gol fatto, ma un secondo tempo da squadra "normale" non annacqua certo un primo tempo nerazzurro da incorniciare.
postato da: kola92 alle ore 11:54 | link | commenti
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venerdì, 27 luglio 2007

I Cesaroni 2 - A gennaio la nuova serie

Dove eravamo rimasti…

La scuola è finita, siamo alla vigilia della partenza per le vacanze. Eva cerca di conquistare il fratellastro Marco, di cui è segretamente innamorata da tempo. Lui è afflitto per la fine della sua storia con la professoressa della sua scuola, Rachele (Martina Colombari), riappacificatasi con il marito. Lucia programma una vacanza collettiva in un camping in Sardegna, ma amici e parenti hanno altri programmi ed alla fine Giulio e Lucia partiranno da soli. Ma prima di partire Giulio si fa promettere da Eva che dimenticherà una volta per tutte Marco per il bene della famiglia. La ragazza decide di seguire la sua amica in Croazia, mentre Marco e Walter partono separatamente per la Grecia. Le improvvise defezioni dei due compagni di viaggio fanno sì che Eva e Marco si ritrovino casualmente a Civitavecchia, sul traghetto per la Sardegna…

L’amico di Milano…

Come dice il piccolo Mimmo all’inizio della puntata, nulla sembra essere cambiato nella vita dei Cesaroni. Rudi e Alice litigano in continuazione. Stavolta lei lo ricatta con una foto scattatagli mentre cerca di corteggiare una ragazza e lui, per rispondere a dovere, preparerà ad Alice un imbarazzantissimo scherzo telefonico. Uno di quelli che non ci si scorda facilmente.

Marco ed Eva continuano a rincorrersi, ma di confessarsi a vicenda non se ne parla, almeno per il momento. Sul traghetto per la Sardegna però accade qualcosa di totalmente imprevisto che impedirà a tutta la famiglia Cesaroni di partire. Per una stranissima coincidenza i due si ritroveranno a centinaia di kilometri di distanza sul Lago di Garda, dove Eva è andata per stare una settimana con suo padre, mentre Marco per un motivo del tutto diverso. A Civitavecchia ha infatti incontrato Rachele e tra i due è sbocciata di nuovo la passione; ne è seguita una scappatella, qualche bugia di troppo ai genitori e una settimana romantica proprio nello stesso albergo in cui alloggia Eva con suo padre. Si avvicina per entrambi il giorno del ritorno e proprio mentre tutti e due lasciano l’hotel avviene il fatidico incontro-scontro… e la resa dei conti.

A Roma la famiglia Cesaroni sta invece festeggiando la fine delle vacanze con un succulento barbecue, mansione che di solito tocca a zio Cesare, ma essendo partito per Fiuggi con la nuova fidanzata, stavolta ad occuparsene sarà Ezio, con risultati pessimi. Proprio mentre tutti disperano, ecco che Cesare entra dal cancello, con un’aria tutt’altro che contenta…

Il pezzo forte della puntata è però senz’altro l’equivoco che si crea tra le coppie Lucia/Stefania e Giulio/Ezio. Di questo non vogliamo anticiparvi proprio nulla, sarebbe davvero imperdonabile da parte nostra, vi diciamo solo che questa parte della puntata è davvero da sbellicarsi dalle risate, specialmente grazie a Max Tortora ed Elda Alvigini, i coniugi Ezio e Stefania Masetti, per intenderci, che danno vita ad alcuni siparietti davvero straordinari. Non a caso la Alvigini ha vinto il Premio Maximo Award della prima edizione del Roma Fiction Fest per la Migliore Attrice protagonista. Un premio importantissimo, visti i grandi nomi dei protagonisti di calibro internazionale delle altre serie in concorso. Volete qualche altro piccolo indizio? Eccolo: al centro dell’equivoco c’è un test di gravidanza e un probabile piccolo nuovo arrivo nella grande famiglia dei Cesaroni.

Le nuove puntate della seconda serie andranno in onda su Canale 5 dal gennaio 2008, c’è quindi da attendere ancora un pochino. Intanto vi consigliamo di recuperare tutte le puntate della prima serie in replica dal 7 giugno tutti i giovedì sera in prima serata. Un vero successone di pubblico anche in queste calde serate estive, la riprova che I Cesaroni hanno colpito al cuore.
 

postato da: kola92 alle ore 10:57 | link | commenti
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sabato, 21 luglio 2007

Chivu-Inter stretta finale

Entro giovedì l'Inter conta di chiudere l'affare Chivu, ovviamente nel modo che tutti auspicano, cioè mettendolo a disposizione di Mancini. Perché questa scadenza? Giovedì prossimo, 26 luglio, c'è la festa della Roma, nessuno la vuole trasformare in una contestazione a Chivu, che in questi giorni a Trigoria ha dimostrato una certa insofferenza ed è stato anche ripreso da Spalletti in allenamento. E di più: al primo allanamento a porte aperte, il romeno è stato bersagliato da alcuni tifosi romanisti con slogan e accuse. Il clima non è certo sereno. Tant'è che capitan Totti ha detto: "Conosco molto bene Chivu, sia come calciatore sia come amico. E' un ragazzo squisito. Io spero che resti a Roma, perché è un campione. Ma se ha fatto una scelta, è giusto che vada rispettata".
Massimo Moratti e Rosella Sensi sono tornati a parlarsi. Adesso dunque i segnali sono diversi: il disgelo tra le due società, la voglia del romeno di rinunciare a una parte dell'ingaggio pur di fare arrivare più soldi alla società giallorossa, e i messaggi che dal ritiro nerazzurro arrivano a Chivu. Adesso manca un solo passo, il più importante: le due parti devono incontrarsi e parlare di soldi. Sembrava escluso l'inserimento di giocatori nella trattativa, dopo che è tramontata l'ipotesi-Cruz. Ma ci potrebbe essere il giovane difensore Andreolli, come ultima ipotesi. L'offerta di Moratti può arrivare al massimo a 14 milioni di euro, contro i 18 che la Roma continua a chiedere. Con l'ipotesi Andreolli, anche questa lacuna sarebbe colmata.

 

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venerdì, 20 luglio 2007

"Nazionale addio, la priorità è la Roma"

ROMA, 20 luglio 2007
- Il tormentone è finito. Francesco Totti ha detto addio alla Nazionale. Dire che era nell'aria è fin troppo scontato, dopo mesi di roventi critiche. Ma ci ha pensato il capitano della Roma a chiudere il discorso con una conferenza stampa. Pacato l'ex azzurro: "Ho deciso di smettere per non creare alcun problema al gruppo e allo staff tecnico; ho presa questa dura decisione per motivi fisici e non tecnici. Ho valutato la cosa per un anno dopo il Mondiale e ho deciso di smettere".
SOLO ROMA - "Per me la mia salute è la cosa più importante. Un tot di partite all'anno non riesco a farle, a qualcosa devo rinunciare. Quindi alla Nazionale", ha ribadito, ed è con un po' di rammarico che ha aggiunto: "È una decisione che fa più male a me che ad altre persone. A qualcosa devo rinunciare e purtroppo devo dire alla nazionale perché alla Roma non posso, la Roma ha la priorità".
ILARY NON VOLEVA - Totti ha raccontato le tappe che lo hanno portato alla grande rinuncia: "Nessuno mi ha mai trattato male e lascio con un bilancio di un Mondiale, un secondo posto agli Europei e il titolo con l'under 21. Ho deciso circa un mese e mezzo fa; mia moglie Ilary non voleva e prima ho sentito, nell'ordine, Riva, Abete e il commissario tecnico Donadoni".
FRECCIATA A CANNAVARO - Al capitano della Nazionale, che lo ha criticato sui giornali, Totti non le ha di certo mandate a dire: "Abbiamo due modi di fare differenti, io quando devo parlare con qualcuno lo chiamo, non mi rivolgo ai giornali". Poi, con amarezza, il numero 10 giallorosso si è tolto un sassolino dalla scarpa: "Tutte queste critiche che mi piovono addosso è perché sono romano. Quando dissero basta alla Nazionale Maldini e Baggio, il trattamento loro riservato fu diverso...".

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martedì, 17 luglio 2007

Giuly è un giocatore della Roma Mancini
vicinissimo al rinnovo

Il francese da ieri sera nella capitale lo ha chiesto Spalletti e piace a Totti.

Il francese è costato solo 3 milioni, contratto di tre anni a 1,7 milioni a stagione. La comunicazione a Borsa aperta. C'è ottimismo anche per il rinnovo del brasiliano, la dirigenza conta di ufficializzarlo giovedì prossimo durante la festa per gli 80 anni della società giallororossa.

 

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lunedì, 16 luglio 2007

Mercato-Boom in Europa


Thierry Henry, 29 anni, nuova stella dell'attacco blaugrana.

MILANO, 16 luglio 2007 - Il calciomercato italiano non decolla e vi lascia nella perenne attesa di colpi che forse non arriveranno mai? Bene, mentre aspettate che la serie A torni a essere il palcoscenico preferito dalle grandi firme, date un'occhiata a quello che avviene nei campionati esteri. Lì gli affari si fanno. E sono grossi, importanti, tali da rivoluzionare l'assetto delle squadre più prestigiose d'Europa. Io ho selezionato, ruolo per ruolo, le trattative concluse che riteniamo più degne di considerazione. Ora la palla passa a voi: leggete le mie proposte ed esprimete la vostra preferenza.
PORTIERI - Due italiani tra i candidati a difendere la porta.
Abbiati (da Torino ad Atletico Madrid): sfida spagnola per l'ex portiere di Milan e Juventus. Una bella responsabilità: i rojiblancos puntano in alto.
Hildebrand (da Stoccarda a Valencia): il numero uno che raccoglierà l'eredità di Kahn e Lehmann nella nazionale tedesca va a esibirsi nella Liga.
De Sanctis (da Udinese a Siviglia): ha sfruttato il regolamento Fifa per fuggire dal Friuli, si giocherà con Palop il posto da titolare al Pizjuan.
Ricardo (da Sporting Lisbona a Betis): l'incubo dei rigoristi inglesi passa dai biancoverdi portoghesi ai biancoverdi andalusi.
DIFENSORI - In otto per 3-4 posti in difesa.
Pepe (da Porto a Real Madrid): è stato strapagato, avrà tutti gli occhi del Bernabeu addosso. Reggerà la pressione?
Metzelder (da Borussia Dortmund a Real Madrid): il tedesco è arrivato a Madrid più a fari spenti di Pepe. Per lui è la prova di maturità.
Roberto Carlos (da Real Madrid a Fenerbahce): il brasiliano, invece, ha salutato i blancos. Andrà in Turchia soltanto per farsi coprire di soldi?
G. Milito (da Saragozza a Barcellona): la Juve l'ha corteggiato per settimane, ma il prezzo era troppo alto. Non per il Barça.
Ayala (da Valencia a Saragozza): sì, lo sappiamo, in finale di coppa America ha steccato. Ma resta uno dei difensori più esperti in Europa.
Van Bronckhorst (da Barcellona a Feyenoord): forse il Barça l'ha lasciato partire troppo presto. Torna in Olanda, a Rijkaard mancherà.
Grosso (da Inter a Lione): l'eroe di Germania 2006 non viene da una grande stagione, diciamo la verità. Ma i campioni di Francia credono in lui.
Abidal (da Lione a Barcellona): il suo arrivo in blaugrana ha innescato un "valzer" di terzini, come si diceva una volta. Sarà titolare al Barça.
CENTROCAMPISTI - Otto nomination per 3-4 posti in mezzo al campo.
Ze Roberto (da Santos a Bayern): nostalgia della Baviera per il brasiliano. Non sottovalutate il suo ritorno, sarà utile al tecnico Hitzfeld.
Malouda (da Lione a Chelsea): un'ala sinistra che si muove tra centrocampo e attacco ai Blues mancava. Grosso investimento.
Hargreaves (da Bayern a Manchester Utd): Ferguson l'ha inseguito per anni, ora gli consegnerà le chiavi del centrocampo.
Y. Toure (da Monaco a Barcellona): il promettente fratello del Kolo dell'Arsenal prende il posto di Motta nel lotto di centrocampisti catalani.
Nani (da Sporting Lisbona a Manchester Utd): centrocampista o attaccante esterno, come Cristiano Ronaldo. Lo United gli chiede molto.
Anderson (da Porto a Manchester Utd): degno compare di Nani, potrà essere un attaccante aggiunto quando se ne sentirà l'esigenza.
Lucas Pezzini (da Gremio a Liverpool): lo seguivano le italiane, i Reds hanno preceduto tutti. Potrebbe esplodere già da questa stagione.
Hamit Altintop (da Schalke 04 a Bayern): qualcuno dice che sia il vero colpo dei bavaresi. Forse è eccessivo, ma il turco è un rinforzo vero.
ATTACCANTI - In dieci si contendono tre maglie in avanti.
Klose (da Werder Brema a Bayern): il capocannoniere dell'ultimo Mondiale era ormai separato in casa a Brema. In Baviera per ripartire.
Toni (da Fiorentina a Bayern): la punta della Nazionale italiana ha accusato subito un problema al ginocchio, speriamo non sia nulla di grave.
Ribery (da Marsiglia a Bayern): è arrivato a Monaco per 25 milioni di euro, ma è la chiave di volta nel super attacco rinnovato del Bayern.
Pizarro (da Bayern a Chelsea): il suo passaggio ai Blues non è stato molto reclamizzato, ma attenzione al peruviano. Ha numeri e talento.
Saviola (da Barcellona a Real Madrid): chissà che i blaugrana non rimpiangano di aver lasciato che "el conejo" firmasse per gli eterni rivali.
Henry (da Arsenal a Barcellona): Thierry ha cambiato maglia, campionato e anche vita, dopo la separazione dalla moglie. E' l'anno zero.
Torres (da Atletico Madrid a Liverpool): ora Fernando dovrà dirci chi è. Ha una squadra da finale di Champions, non può più nascondersi.
Bianchi (da Reggina a Manchester City): uno degli attaccanti più in crescita in Italia va alla corte di Eriksson. Farà meglio di Corradi al City?
Forlan (da Villarreal ad Atletico Madrid): Diego ha brillato pure in coppa America, è maturo per i più alti livelli. Ma l'eredità di Torres pesa.
C. Lucarelli (da Livorno a Shakhtar Donetsk): alla fine Cristiano in Ucraina ci è andato davvero. In Europa lo Shakhtar sarà un brutto cliente.
 
postato da: kola92 alle ore 19:26 | link | commenti
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Rossi grande occasione persa


Valentino Rossi, prima volta senza punti nel 2007.

SACHSENRING (Germania), 15 luglio 2007 - Avrebbe anche potuto dire: "Ho la febbre, non respiravo" ma Valentino Rossi stavolta non cerca scuse. La moto andava, le Michelin molto meglio delle Bridgestone e Stoner, alla fine, non è neanche salito sul podio. Tre indizi che solitamente fanno di Rossi un cannibale, invece al Sachsenring lo si è appena intravisto, prima della definitiva uscita di scena.
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Il Brasile umilia l'Argentina
 
Baptista esulta dopo il gol dell'1-0. Reuters
Baptista esulta dopo il gol dell'1-0.

MARACAIBO (Venezuela), 15 luglio 2007 - Imprevedibile, umiliante, imbarazzante, inatteso: scegliete voi l’aggettivo più adatto per definire il trionfo del Brasile nella finale della 42ª coppa America. Un 3-0 all’Argentina che ribalta ogni pronostico della vigilia e conferma i verdeoro nel ruolo di padroni del Sudamerica, dopo la vittoria ai rigori nel 2004, sempre contro la nazionale albiceleste. Il Brasile mette le mani sul trofeo per l’ottava volta e allunga il digiuno dell’Argentina, che non vince dal ’93. Sembra una maledizione per la Seleccion di Basile, una squadra che non fa mai l’ultimo passo verso la gloria, un’orchestra che smette di suonare sul più bello. Un gruppo che proprio non sa scrollarsi di dosso l’etichetta di perdenti, o "perdedores".
postato da: kola92 alle ore 09:31 | link | commenti
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sabato, 14 luglio 2007

Ciao raga sono ancora io come già vi avevo anticipato vi aggiornerò sul mercato ma siccome oggi tranne ke Oliveira e passato in prestito al saragozza non ci sono altre notizie, vi aggiornero sul motomondiale.
                                                     

Casey Stoner, 21 anni, ha esordito in 125 nel 2001.


SACHSENRING (Germania), 14 luglio 2007 - Casey Stoner su Ducati ha conquistato la pole position della classe Motogp del GP di Germania, decima prova del motomondiale. Con il tempo di 1'22''384 l'australiano ha preceduto di pochissimo lo spagnolo della Honda Daniel Pedrosa (1'22''388), approfittando di un quarto settore record dove invece gli avversari hanno sofferto l'imbarcamento dell'asfalto. Completano la prima fila un redivivo Marco Melandri ("Grazie alla Honda per i nuovi materiali, il problema non ero io"), terzo a 13 millesimi, e il francese Randy De Punyet (Kawasaki), caduto nel finale per fortuna senza conseguenze.

ROSSI DIETRO
- Solo seconda fila per Valentino Rossi, sesto a 221 millesimi da Stoner. Le Michelin, complice la temperatura dell'asfalto, hanno esaurito il potenziale prima del tempo e così la Yamaha è rimasta ai box negli ultimi 5' di qualifica. Settimo tempo, infine, per l'altra Ducati di Loris Capirossi, ultimo pilota della MotoGp a vincere dopo aver chiuso la vigilia in pole position. Da allora sono trascorsi 11 Gran Premi.



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